Low cost, rapido e autoprodotto l’architetto al tempo dell’Ikea

ERICA MANNA

UN PO’ poté la crisi. Un po’, Real Time. «Mi sono ispirata al programma Case da incubo, e al format inglese Changing Room. Io l’ho italianizzato in Cambio stanza: il cliente arriva, porta le foto, la piantina catastale, e spiega come vuole modificare quello spazio. Così, gli rinnovo la camera a prezzi bassissimi. Senza nemmeno bisogno di fare un sopralluogo ». Mara Bernardi ha 39 anni, è milanese e fa la interior designer. È sua l’idea di trasformare il servizio di arredatore di interni in un negozio su strada — il primo a Genova — che apre oggi in vico del Fieno 34 rosso, come avviene nel Nord Europa e come hanno già fatto professionisti in altri settori, primo fra tutti il Negozio giuridico di via di Ravecca. «Mi sono ispirata anche a quello — racconta Mara — l’idea è di rendere il servizio più visibile e fruibile, con prezzi modulati a seconda delle richieste. Dopo i dentisti low cost, i commercialisti e gli avvocati scesi “in strada” dai loro clienti, ho voluto portare a Genova, città notoriamente chiusa, l’ultima tendenza dalle grandi capitali del design nordeuropeo come Berlino e Amsterdam: l’Interior designer direttamente sulla via, un negozio in cui entrare liberamente, chiedere informazioni e ottenere diversi livelli di servizio, anche da una sola seduta».

Perché con la crisi, certe prestazioni sono diventate un lusso. «Ma io ho pensato di renderle più accessibili, creando delle consulenze a diversi livelli, personalizzate — racconta Mara — il lavoro, così, viene fatto più in sinergia con il cliente, che diventa partecipe». Sì, perché «per dare un nuovo volto a una stanza spesso basta cambiare pochi elementi — continua Mara Bernardi — variare la disposizione interna, rinnovare qualche mobile, tinteggiare le pareti, e il gioco è fatto». Ecco, allora, che per invogliare i nuovi clienti, i livelli di consulenza variano parecchio: il primo si chiama “Mordi e fuggi”, è a prezzo contenuto e permette in una sola seduta in negozio di scambiare una serie di idee sull’arredamento dello spazio, dando al cliente consigli e anche indirizzi di professionisti, negozi e siti web a cui rivolgersi. Poi c’è il secondo step, il “Progetto in negozio”: più articolato, con piantina e tavole 3D. E ancora: il “Progetto Ikeastyle”, che tiene conto dei prezzi competitivi dei pezzi di arredo del colosso svedese. In questo caso, il professionista aiuta a districarsi tra le mille proposte dai nomi impronunciabili e individuare il meglio di Ikea per un arredamento economico ma non banale, se mixato con il tocco giusto. Fino al “Progetto 360 gradi”, con lo stilista d’interni coinvolto in tutte le fasi di rifacimento, disponibile a seguire personalmente i lavori.

«Io sono anche appassionata di design autoprodotto — continua Mara Bernardi — per questo vorrei fare di questo spazio un luogo di ricerca, di scambio di idee. Da settembre, infatti, ospiterò designer diversi ogni tre mesi per presentare i loro lavori. E metterli in mostra».

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